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Dopo l'annuncio dei 50 licenziamenti della scorsa settimana e il trasferimento della progettazione in Repubblica Ceca, alla «Magna» di Rivoli è andato in scena uno sciopero di quattro ore con presidio davanti ai cancelli dell’azienda.

Durante l’ultimo incontro con i rappresentanti sindacali, la multinazionale canadese aveva lamentato difficoltà finanziarie a causa del rallentamento del mercato automotive e aveva comunicato la decisione di attivare un piano di riduzione dei costi attraverso la delocalizzazione delle attività nell’Est Europa e con l’utilizzo dei contratti di solidarietà fino alla fine del 2025 per i dipendenti italiani.

Al termine di questo periodo, la prospettiva sarebbe di ridurre l’organico di 51 unità.

«Il segnale che i lavoratori hanno lanciato oggi è inequivocabile: i licenziamenti non sono accettabili e ci attiveremo in tutte le sedi per evitarli. All’azienda ribadiamo la richiesta di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, a partire dai percorsi di riqualificazione professionale. È inoltre urgente la convocazione di un tavolo presso la Regione Piemonte», dichiarano Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino, e Antonio Iofrida, responsabile Magna per la Uilm.